Fondamenti di Meccanica classica – Pagina 289 – Punto 6(b)

DOMANDA – Ho un terribile dubbio… ma se la forza d’attrito radente statico non dipende dalla superfice di contatto ma solo dalla natura chimico-fisica del materiale, e dalla forza peso normale alla superficie di contatto, perché su un’auto da formula uno montano gomme cosi grosse?… Cioè io mi immagino la forza d’attrito di due superfici a contatto come ad esempio due spazzole di setola. Se le appoggio una sull’altra dalla parte delle setole, dovrò esercitare una certa forza per farle scivolare l’una sull’altra… Se le mie spazzole sono di dimensioni doppie… mi verrebbe da dire che mi serve una forza doppia per metterle in movimento… Sicuramente ho fatto confusione da qualche parte nel ragionamento…

RISPOSTA – Prima di tutto, le “leggi” (cosiddette) dell’attrito sono in realtà solo regole pratiche di primo orientamento, ampiamente soggette a deviazioni.
In secondo luogo, è vero che la forza d’attrito non dipende, a pari carico, dall’ampiezza della superficie di contatto: ma mi sembra chiaro che lo stesso carico su un’area più piccola determini una sollecitazione meccanica e un’usura maggiori.
L’immagine delle due spazzole mi sembra valida, ma non dimentichi che il confronto va fatto a parità di forza (con cui ogni spazzola preme sull’altra): dunque, raddoppiando l’area di contatto dimezza la forza per unità di area (e diminuisce la ‘compenetrazione’ tra le due spazzole’).

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